Cosa facciamo


Inventio, dispositio, elocutio, memoria, actio o pronuntiatio. Quando la prof di Latino spiega il De Oratore vi sta offrendo la possibilità di diventare il prossimo ospite di un TED Talk. Proponiamo un piccolo gioco per non sentire più la domanda: “Ma questo poi a cosa serve?”


Alcune scuole hanno già sviluppato reti, anche internazionali, che possono essere sfruttate per consentire agli studenti di conoscere coetanei con lettere ed e-mail. E se potessimo donare loro anche un amico di penna che viene dal passato?


Se io sono io, loro chi sono? Con un gioco di ruolo, ci immergiamo nelle acque profonde del web e proviamo a conversare online senza litigare. Troppo difficile?

Prendi nota è il nostro quaderno di appunti

Abbiamo pensato a diverse attività non-formali per un contesto formale come la scuola. It makes sense? Noi pensiamo proprio di sí!

E ci sembra la strategia giusta per non ascolta più la domanda terribile: perché studi questo, poi a cosa serve?

Se sei un/a prof, contattaci: abbiamo bisogno di alleati per questa missione.

Se sei uno/a studente, contattaci ugualmente: siamo abbastanza giovani per ricordare bene cosa significa stare tra i banchi di scuola. Con noi potrai anche lamentarti di tutto quello che non funziona e che vorresti cambiare. Però dopo: Move On. Andiamo avanti, la scuola dobbiamo cambiarla davvero, eh.

Il nostro manifesto

A partire dall’ingresso del mondo in pandemia, accompagnare i ragazzi nella scoperta di una vocazione è stato più difficile. 

Alessandro D’Avenia ha provato a costruire un dialogo virtuale con gli studenti. Obiettivo? Dare il senso della ricerca a un tempo apparentemente sospeso: il tempo in casa poteva essere uno spazio dove cercare la propria strada.

Ancora oggi continuando a concentrarci solo  sulla trasmissione dello spettro più ampio possibile di conoscenze, si rischia di lasciare indietro la scoperta più importante che ogni studente deve fare a scuola, ossia la ragione della propria insostituibilità nel mondo. 

La più grande ispirazione che guida questo progetto è la testimonianza di don Milani e della Scuola di Barbiana. 

Il motto della scuola è I care, “mi sta a cuore” ed è il contrario del motto fascista “Me ne frego”.